Catechismo prima confessione 11 lezione

Siamo agli ultimi due comandamenti: entrambi iniziano con “Non desiderare” e concludono “degli altri”. Fra le due parole ci stanno: gli “affetti” e le “cose”. Gli altri sono il nostro prossimo, i nostri amici che vanno sempre amati e rispettati. Ti piacerebbe avere in garage una fiammante Ferrari? Certo, piacerebbe anche a me. E non ci sarebbe niente di male a farci un pensierino: cominci a mettere da parte i soldini, vai tutti i giorni dal concessionario a dare un’occhiata, fai un giretto di prova, una corsetta in autostrada, poi la compri ecc. Ma con la Ferrari del tuo amico Filippo non puoi fare lo stesso. Non puoi andare a svegliarlo la mattina per farti vedere la “sua” macchina, non puoi andare a fare un giretto di prova o una corsa in autostrada con la “sua” macchina. È “sua” e quindi non stare nemmeno a pensarci (non desiderare) perché potresti finire con il rubarla. E rubare non sta per niente bene.

 

Catechismo prima comunione 12

I discepoli di Gesù, uscirono dalla casa (cenacolo) e cominciarono a parlare di Lui. Avevano Gesù nel cuore (avevano fatto la Comunione) e quindi non avevano più paura. Riuscirono, in poco tempo, a farsi tanti amici ai quali spiegarono per bene (il catechismo) quello che Gesù aveva detto (le parabole) e fatto (i miracoli). Di questi, alcuni, non ne avevano nemmeno mai sentito parlare. Spiegarono bene soprattutto la sua morte in croce e la sua risurrezione. Li invitarono pochi alla volta a partecipare alla santa Cena (la Messa) e a ricevere il Pane di Gesù (la Comunione). Ma il gruppo cresceva sempre di più e c’era bisogno che qualche altro, oltre i discepoli, raccontasse di Gesù e offrisse il Pane Santo.

Allora per risolvere il problema fecero così. Scelsero fra questi tantissimi amici di Gesù alcuni più bravi, invocarono su di loro lo Spirito di Gesù perché potessero spiegare bene anche loro la sua storia e poi gli segnarono con il SEGNO DELLA CROCE le mani. E così anche loro, come i primi discepoli, cominciarono a spiegare il Vangelo e a spezzare il Pane (fare la Comunione) per tutti gli altri. E così, di amici in amici, siamo arrivati a noi. Anch’io sono stato “segnato” sulle mani con il segno della Croce ed è per questo che la Domenica leggo e spiego il Vangelo e faccio la Comunione ai fedeli.

 

Catechismo cresima 12 lezione

Possiamo finalmente iniziare lo studio del “doni” dello Spirito Santo (la voce di Gesù). Premetto che questa spiegazione è “calibrata” per gli adolescenti nel senso che è spiegata nel modo il più comprensibile possibile e pertanto ci può essere qualche inesattezza anche se di poco conto. Allora il primo “dono” che il Signore ci offre è quello della “SAPIENZA“. Questo termine non è facile da capire e nemmeno da spiegare perché nel linguaggio di tutti i giorni si usa raramente. Anche il sinonimo “SAGGEZZA” si usa poco e sempre riferito agli anziani. Invece la Sapienza riguarda anche i giovani.

Proviamo allora a sostituirlo con MATURITÀ. Ora si capisce, vero? Un ragazzo è “maturo” quando capisce senza bisogno di tante spiegazioni quello che è giusto e quello che è sbagliato e naturalmente si comporta di conseguenza. Sono soprattutto i genitori che ci aiutano a maturare. Se, ad esempio, ti affidano le chiavi di casa è segno che ti considerano maturo. Se, sempre ad esempio, ti negano il motorino, è perché ti ritengono ancora immaturo: temono che tu vada in giro senza casco o che finisca sotto un camion perché fai un sorpasso azzardato… Il drammatico è che ci sono degli adolescenti che sono già maturi e degli adulti che sono ancora immaturi… vedi ad esempio quelli che pur essendo positivi al virus se ne vanno in giro a infettare la gente!