Catechismo prima comunione 13

Gli apostoli e gli altri amici di Gesù si sparsero ovunque per portare la Sua Parola ovunque. Chi andò da una parte e chi dall’altra del mondo allora conosciuto. In ogni paese o città dove si trovavano parlavano di Gesù e spezzavano il Pane (celebravano la Messa) per renderLo presente. Gesù, infatti aveva detto sia durante la santa Cena che prima di lasciarli: “Dove sarete riuniti nel mio nome Io sarò in mezzo a voi”. Erano momenti molto consolanti, per tutti coloro che partecipavano. Imparavano infatti oltre che a voler bene a Gesù anche a volersi bene fra loro.

San Pietro, dovendo scegliere di dove recarsi per portare l’annuncio di Gesù, scelse Roma, la capitale dell’Impero. Si imbarcò a Giaffa, e naviga, naviga giunse in prossimità della città. Ma una tempesta lo allontanò un pochino e finì… a Pisa! Sì, proprio a Pisa: risalì il fiume Arno e scese nel porto (gradus, in latino) fluviale di quella città. Appena sceso, in attesa di proseguire il cammino per Roma, si fermò, trovò un lavoretto per poter vivere e cominciò subito a parlare di Gesù con ottimi risultati. Costituì un piccolo gruppo e insieme con loro e per loro spezzò il pane (celebrò la Messa). Quando sarà passata l’epidemia e avrai fatto la Comunione fatti accompagnare dai tuoi genitori a Pisa, a “San Piero (è un diminutivo di Pietro) a grado“. Entrando in chiesa (si entra di lato) scorgerai a destra alcune rovine romane e al centro un piccolissimo altare sul quale celebrò Messa San Pietro.

Catechismo prima confessione 12 lezione

Ora che abbiamo concluso la spiegazione dei dieci comandamenti andiamo oltre per spiegare, attraverso il Vangelo, un’altra condizione importante per poterci confessare bene: il dispiacere d’aver sbagliato, d’aver fatto certe cattiverie. Al Signore interessa soprattutto questo e cioè che noi siamo dispiaciuti d’aver sbagliato. C’è un racconto, nel Vangelo, che dovresti conoscere. Io provo a riassumerlo. Lo divido in tre lezioni perché è un po’ lunghino. È intitolato: IL BABBO BUONO. Nella prima parte, intitolata CATTIVERIA, Gesù racconta di un figlio che a un certo punto, stufato di stare in casa con i genitori e il fratello e ancora di più annoiato dal lavoro dei campi sempre uguale, un giorno dopo l’altro, decide di andarsene di casa pretendendo anche la sua parte di soldi. Nonostante le suppliche e il pianto dei genitori lascia la casa e si dà alla pazza gioia. Si sente felice perché ha tanti soldi in tasca, ha tanti amici, non lavora ecc. MA ….

 

Catechismo cresima 13 lezione

Cari genitori, intanto vi invio il saluto delle catechiste (anche quelle sprovviste di computer) e delle Suore. Poi l’augurio che i vostri ragazzi sotto la vostra guida possano scoprire la bellezza e l’attualità del Vangelo e l’amore di Gesù per loro. Mi risulta che queste lezioni sono utili anche a voi.Ne sono particolarmente lieto. In effetti gli insegnanti più bravi, almeno per quanto riguarda l’educazione religiosa, sono i genitori e in particolarmente la mamma che, in quanto tale, ha il dono di trasmettere ai propri figli l’amore per il Signore molto più del parroco, delle suore e delle catechiste. Siate dunque orgogliose di questo ruolo e fate il vostro dovere senza avvertire sacrificio. Il Signore ve ne renderà merito. Ora aiutateli a pregare e leggete con loro la lezione.

Il secondo “dono” è quello dell’ INTELLETTO. Anche in questo caso, come per il dono della “sapienza” facciamo fatica a capire perché “intelletto” è un termine inusuale. Ma se usiamo “intùito” è più facile capire di cosa si tratta. Avere intùito, significa avere “immediata comprensione” di un “testo” o di una “situazione di vita”. Ad esempio, leggo una pagina di Vangelo e immediatamente capisco cosa Gesù mi vuol dire. Oppure, vado in discoteca a ballare (e fra pochi anni o forse mesi ci andrete anche voi) e capisco subito che quel tizio che mi regala le pasticche è uno spacciatore che cerca di farmi suo schiavo. Oppure, ancora, mi innamoro e capisco subito che quella persona mi ama oppure, al contrario vuol giocare con i miei sentimenti. Impara dunque, nella preghiera, a chiedere al Signore che ti conceda questo “dono” tanto importante.