Corona virus 9

Ho passato tutta la mattina a riempire d’acqua le bottigliette per la benedizione delle case e a personalizzare i santini con il segno della croce e il mio autografo. Mi spiace infatti che buona parte del paese sia rimasto senza benedizione e spero che questo escamotage possa in qualche modo aiutare quei fedeli che, venendo a fare la spesa o a comprare il giornale, si fermano ogni giorno in chiesa.

Per benedire l’acqua ho usato la formula antica, quella latina, non perché sia un nostalgico della lingua, quanto perché nella formula si fa un preciso riferi- mento alla salute. La formula è molto lunga. Ve ne riporto una piccola parte:

“Quest’acqua, voluta da Dio per i vari bisogni dell’uomo, assuma l’effetto della Grazia divina per scacciare i demoni e respingere le malattie”. Poi continua in modo ancora più preciso: “Fai che la salute e la sicurezza, domandata umilmente in virtù del Tuo Santo Nome, sia tutelata contro tutti quelli che la combattono”.

Questa formulazione, sebbene antica, è consentita anche oggi ed è richiesta da molti fedeli proprio per il riferimento alla salute.

Però, a scanso di equivoci, c’è da chiarire subito un particolare e cioè che l’acqua benedetta assume efficacia in virtù della fede di chi la benedice ma anche e soprattutto di chi ne fa uso. In caso contrario è soltanto un gesto di superstizione che non vale proprio niente anzi… Quindi, quando si riceve, è bene dire: “Signore, conosci bene i miei peccati ma anche la mia fede. Aiutami e mantieni me e la mia famiglia in salute. Ti chiedo questo in virtù del tuo Santo Nome”. A questo punto ci possiamo “segnare” come pure “segnare” i nostri cari con il segno della Croce. Forse però, essendo un argomento delicato, è bene che ci torni anche domani.

Sia i santini che le bottigliette vengono offerte gratuitamente. Chi proprio vuole lasciare qualcosa invece di deporre l’obolo nella cassetta della chiesa lo deponga in quella della San Vincenzo che aiuta chi è in difficoltà.

Adesso vorrei scrivere qualcosa per i ragazzi del CATECHISMO perché si avvicinano le scadenze della Confessione, della Comunione e delle Cresima ed è bene che i ragazzi siano preparati. Cominciamo da quelli della

PRIMA CONFESSIONE: da domani vi spiego, uno per uno, i 10 comandamenti.

PRIMA COMUNIONE: a voi invece, sempre da domani, spiegherò le parti importanti della Messa.

CRESIMA: per voi la spiegazione delle Beatitudini e dei doni dello Spirito Santo.

Le spiegazioni le troverete su questo stesso sito sotto il titolo CATECHISMO D’URGENZA.

A domani, a Dio piacendo don Piero

Catechismo cresima 2 lezione

Subito le preghiere (Padre nostro, Ave Maria, Gloria, Angelo custode, L’eterno Riposo e Atto di dolore) poi un pensiero, in silenzio, a SAN GIUSEPPE perché vegli su tutti i papà e anche su di me che, anche se in modo diverso, sono il vostro papà… spirituale. Date poi un bacetto al vostro babbo e “lanciatene” uno anche a me.

La seconda beatitudine dice: “Beati quelli che piangono ma non perdono fiducia nel Signore”. Anche se sei un giovanottino o una ragazzina penso che avrai già vissuto qualche sofferenza. Anche in questi giorni così tristi, siamo impauriti perché l’epidemia non guarda in faccia a nessuno… scommetto che avrai già versato qualche lacrima pensando che potresti perdere qualche persona cara. Bene, allora è il momento di vivere questa beatitudine che ci chiede due cose. La prima di tenere la schiena dritta e mantenere dignità. La seconda di confidare nella Provvidenza di Dio che non abbandona i suoi figli. Ovviamente l’aiuto di Dio va… invocato mettendo da parte l’orgoglio.

Forza ragazzi… non ci perdiamo d’animo!

Catechismo prima comunione 2

La Comunione, come dicevo, è il Corpo di Cristo. Si riceve nel segno dell’ostia che è una piccola sfoglia di pane. I primi che hanno ricevuto questo pane speciale sono stati gli Apostoli durante l’ultima cena. Andò così. Erano i giorni della festa di Pasqua. Gli Ebrei festeg -giavano la Pasqua con una bella cenetta nel corso della quale leggevano la storia di Mosè che attraversa il mare.

Ora proprio sul più bello di quella cena (detta “ultima” perché poi Gesù morì in croce) Gesù prese un pane dal cestino lo spezzò in dodici parti (il numero degli Apostoli) e disse: “Questo pane è il mio Corpo spezzato per voi“. Poi prese il bicchiere con il vino e aggiunse: “E questo vino è il mio Sangue versato per voi che mi volete bene ma anche per tutti gli altri” “Mi raccomando”, aggiunse, “non vi dimenticate di ripetere quello che sto facendo in memoria di me. In quel momento Io tornerò presente in mezzo a voi”. Gli Apostoli non ci capirono un granché ma …