Corona virus 18

Mi sembra d’essere tornato al liceo. Sto infatti traducendo per le suore che mi fanno compagnia (seppure a debita distanza) quando celebro la MISSA PRO VITANDA MORTALITATE VEL TEMPORE PESTILENTIAE. Anche se non siete latinisti immagino che abbiate capito di cosa si tratta: è la celebrazione votiva (leggi alla fine) attraverso la quale la comunità cristiana si rivolge a Dio per chiedere protezione in tempo di epidemia.

Nel Messale nuovo non compare. I redattori forse pensavano che non ci sarebbe più stata un’epidemia mortale a livello mondiale e invece c’è stata ! Sono ricorso quindi al messale antico che però è antico per modo di dire perché questa Messa compare anche nel Messale editato, in pieno tempo Conciliare, da Papa Giovanni XXIII nel 1963 se non vado errato. Quindi sono nelle regole perché a me, come sapete, piace essere preciso soprattutto quando si tratta di questioni liturgiche.

Ma cosa dice questa Missa ecc. Non starò a riportarla per intero per non annoiarvi.

Soltanto un breve passo, quello d’inizio Messa, molto significativo: ” Signore, tu non vuoi la morte ma la conversione di noi peccatori. Guarda quindi con benevolenza il tuo popolo devoto che si impegna a tornare a Te. Rimuovi, tu che sei buono, la tua ira e il flagello di questa epidemia mortale. Per Cristo nostro Signore.”

Balza subito evidente anche a una lettura superficiale che ci viene chiesto, con parole forti, di riconoscerci peccatori e di fare il voto di tornare a Lui per ottenere salvezza

A domani. Il Signore vi + benedica. don Piero

PS Un caro saluto a voi amici di paese ma anche ai tanti nostri amici di Milano, Bergamo, Brescia, Cremona, Piacenza, Lodi e di tante altre città d’Italia che, come noi e più di noi, sono in ansia per l’epidemia. Voglia il Signore risparmiare la nostra vita e concederci salute.

Corona virus 17

Cari amici, oggi giorno dell’Annunciazione dell’angelo a Maria, la nostra diocesi di Pisa (e quindi anche la nostra parrocchia) è in festa ricordando la grande devozione dei nostri predecessori nei confronti della Beata Vergine Maria.

I nostri avi, dagli anni mille e fino al 1750 circa (scrivo a memoria… se poi la questione vi interessa andate a leggere su internet) erano soliti iniziare l’anno non il primo di Gennaio ma il 25 Marzo… pensate quanta era la loro devozione. Erano tempi un po’ particolari allora. Pensate che uno degli arcivescovi pisani di allora, il famosissimo Daimbertus, era uomo più di spada che di croce: lo troviamo infatti alla testa delle armate pisane nel corso della vittoriosa prima crociata scavalcare, spada in pugno le mura di Gerusalemme, facendo strage -era un uomo possente- di chi provava a sbarrargli il passo! Come premio venne nominato primo Arcivescovo di Gerusalemme riconquistata!

Anche oggi, a mezzogiorno, quando un raggio di sole penetrando dal finestrone di mezzo, sfiorerà la mensola con l’uovo marmoreo poswta vicino al matroneo di sinistra guardando l’altare dall’ingresso, le campane del Duomo di Pisa suoneranno a festa. È l’inizio dell’anno pisano! Quest’anno non credo faranno niente ma fino allo scorso anno all’ illuminazione dell’uovo iniziava la festa “alfea” (pisana) con preghiere e canti alla Vergine Maria e cortei per tutta la città.

Noi oggi, a mezzogiorno, reciteremo il Padre Nostro insieme con il Papa e tutti i cristiani del mondo. In quanto “pisani” ricordiamoci di aggiungere una preghiera alla Madonna.

Il Signore vi + benedica vostro aff.mo don Piero

PS sempre oggi Paolo Barberi trasmetterà il consueto messaggio TV del mercoledì dalla chiesa tramite facebook.

Corona virus 16

Cari parrocchiani e amici vicini e lontani. Vedo dai collegamenti che mi leggete con piacere. Anch’io sono contento. È poca cosa uno scambio per mail ma è sempre meglio di niente. Poi so per certo che dietro la lettura del mio notiziario quotidiano ci stanno le vostre preghiere, il vostro affetto e questo è per me motivo di grande gioia. Non credo ci sia niente di male a dirci a vicenda che ci vogliamo bene.

Oggi è martedì e come ogni martedì di quaresima, dopo cena, mi fermo in chiesa per recitare a nome vostro e mio, il rosario sui dolori della Madonna: la così detta Via Matris. Come si recita? È semplicissimo: dopo ogni “dolore” di Maria si recitano 7 Ave Maria ma è sufficiente recitarne anche una sola purché sia detta con il cuore. Quali sono i dolori di Maria? In sintesi sono questi.

VEDERE GESÙ che:

1) nasce poverello in una stalla.

2) è costretto alla fuga in Egitto.

3) gli viene predetta la passione.

4) si smarrisce nel tempio.

5) piange al capezzale di Giuseppe.

6) porta la croce .

7) muore in croce.

Ora però devo interrompere perché è un continuo squillare del telefono con richieste in alcuni casi davvero impossibili anche se ci metto buona volontà ad accontentare chi mi chiama.