482. IN CAMMINO – Convegno

Venerdì prossimo, a Napoli, si terrà l’atteso convegno su Giuseppe Toniolo nell’occasione del X anniversario della sua proclamazione a Beato. Sarei invitato anch’io ma potrò partecipare solo via social visto che non ho il tempo necessario per farlo. Un pochino mi spiace perché ho studiato a lungo il pensiero del prof. Toniolo e avrei senz’altro qualcosa da dire o da proporre.

Toniolo, com’è noto, pur essendo veneto d’origine, si fece un nome come economista proprio a Pisa dove tenne cattedra per lunghi anni sia all’Università che in Seminario.

Il cardinale Maffi, Arcivescovo di Pisa al tempo del Toniolo (siamo ai primi decenni del 1900) era un uomo di fede ma anche di scienza. Prediligeva la matematica, la fisica e l’astronomia ma apprezzava molto anche la scienza economica e così si appoggiò ben volentieri al Toniolo per la sociologia e l’economia. E così il professore alternava le lezioni fra l’Università e il Seminario nel frattempo divenuto Facoltà Teologica.

E non solo. Consapevole infatti che la teoria non è sufficente a sfamare le persone il prof. Toniolo dette vita – d’intesa col Cardinale – a innumerevoli iniziative di assistenza e di solidarietà.

Quella realtà pisana che all’inizio della sua esperienza didattica aveva descritto come “terra invia et inaquosa” – un deserto, per intenderci – germogliò e fiorì di oasi di solidarietà che costellarono l’intera diocesi e non solo.

Gli allievi poi del Toniolo, sia ecclesiastici che laici, proseguirono sulla strada tracciata dal Maestro tanto che la facoltà di Economia dell’Università di Pisa divenne un centro internazionale di studio per l’Economia solidarista. Fra questi uno dei suoi allievi preferiti, il prof. Menegazzi, che poi troviamo ordinario a Padova, e il prof. Molesti, già allievo del Menegazzi e poi tutta la scuola economica della Cattolica che nel frattempo, con Padre Gemelli, aveva preso il largo…

Mi piacerebbe fare qualcosa per mantenere vivo il ricordo del Professore. Da alcuni mesi sto cercando una spalla, fra i professori di Economia/Sociologia dell’Università, ma al momento la mia ricerca è stata infruttuosa. Ora poi, con la guerra, ci sono altri problemi e non credo sarà possibile fare più di tanto a meno che fra i miei lettori non ci sia qualche professore disposto almeno ad ascoltare le mie proposte.

481. IN CAMMINO – tempi e contrattempi

Fare il prete non è per niente facile.

Occorre la tranquillità del comandante marittimo che, pure in mezzo alla tempesta, non si perde d’animo intanto perché avverte “amico” il mare anche se tempestoso e poi si fida/affida della/alla propria barca/nave.

Anch’io, in certi momenti, pur facendo fatica a organizzare i “tempi” e a gestire i “contrattempi”, riesco a mantenermi sereno consapevole che i fedeli sono miei “amici”, la comunità “regge” e, in più, ho la garanzia che il Signore mi assiste.

Stamani, ad esempio, ho già speso un’ora buona di tempo per vedere di individuare una soluzione per due famigliole ucraine che cercano una casa. Non vi dico i contrattempi che ne vengono… Infatti la casa l’ho trovata ma la burocrazia imperante, peraltro da rispettare per non passare dalla ragione al torto, crea ostacoli di vario tipo. Come fanno ad esempio questi poveri profughi a inoltrare la richiesta di asilo alla prefettura se non conoscono la lingua, sono privi di computer, non hanno i soldi per sfamarsi ecc.

Sono riuscito per fortuna a trovare un’anima buona (mia antica alunna al Liceo di Cascina) che si è messa a disposizione e dovrebbe avermi risolto il contrattempo dandomi così la possibilità di reperire il “tempo” per aiutare don Giuseppe di Querceta.

Il carissimo Beppe infatti, come fanno tutti i preti quando si sentono male, per non lasciare senza Messa i parrocchiani si è rimpinzato di antidolorifici fino alla morfina col risultato di aver sviluppato una seria patologia ortopedica e cardiaca. Invece della medaglia gli hanno dato anche dello sprovveduto per non essersi messo a letto e aver chiuso la chiesa ma come si fa a chiudere la chiesa per Pasqua… Per un sacerdote, per di più parroco, è impossibile. Preferisce mettere a rischio la salute e tutto il resto! Bravo Beppe! Tanto di cappello! Merita quantomeno una visita di cortesia…

Nel frattempo però sono sorti altri problemi. È morta la signora NN e chiedono una visita con la benedizione; al cimitero è giusta una salma da Roma e chiedono…; la maestra NN, inferma, desidera fare la Comunione di Pasqua; i muratori devono chiudere le porte della chiesa per tirare su l’impalcatura; ma sta per arrivare in chiesa da salma della cara Ines …; c’è da realizzare il filmato perché nei prossimi giorni non sarà possibile ecc.

Ecco il perché di questo titolo strano. Ci sono dei “tempi” da rispettare ma ci sono anche tanti “contrattempi” che non lo consentono e così spesso il prete si trova a scontentare tutti. Però, come ho già scritto sopra, non mi lascio prendere dall’ansia… Una preghierina, qualche pilloletta, un sorriso al quadretto dei miei genitori (che mi avevano avvisato, a suo tempo, dei rischi di una vita spericolata come quella che sto conducendo) e via…

Quando sentite parlare male di noi preti provate a difenderci perché, davvero, non lo meritiamo.

 

480. IN CAMMINO – 25 Aprile

Torno ora dalla Piazza del Comune. Faceva freddo e piovigginava per cui non eravamo in molti. Anzi, eravamo davvero pochi. Un po’ il tempo e un po’ gli anni che passano e quindi certi eventi, seppure determinanti della e per la nostra storia vengono dimenticati.

Con tutto questo è stata una cerimonia molto dignitosa con le Autorità cittadine, civili e militari, presenti con l’uniforme e altri rappresentanti delle formazioni politiche, sindacali ecc.

Il Sindaco mi ha voluto dare la parola subito dopo l’omaggio della corona d’alloro. L’ho ringraziato e, prima della preghiera d’obbligo, ho richiamato i presenti all’impegno per la pace in questo momento tanto drammatico della storia dell’Europa.

Mi sono tornati alla memoria, e l’ho detto chiaramente, oltre che i miei famigliari anche i tanti sacerdoti che offrirono la vita per le popolazioni loro affidati. Erano tutti, salvo poche eccezioni, giovanissimi ma disposti da subito a metterla in gioco per salvare il loro popolo.

Questa generosità, riconosciuta anche dagli invasori, ebbe il premio della medaglia d’oro e della menzione nell’albo d’onore dei sacerdoti della Diocesi Pisana con tanto di ricordo indelebile inciso nel marmo nel giardino/sacrario dell’Oasi del Sacro Cuore a Calci (Pisa).

Subito dopo la cerimonia sono corso a dare un saluto alla carissima Ines di cui domani celebrerò il funerale. In questi anni mi è stata molto vicina con affetto materno. Donna di grande fede era solita offrire le sue preghiere per noi sacerdoti. Lo ricorderò anche domani al funerale ma ritengo opportuno anticiparlo fin da oggi.