364. IN CAMMINO – “Segnare” la visita

Fra i ricordi di quando ero piccolo ci sono, marcatissimi, quelli riguardanti le “visite” ai malati che mio zio Varese, medico, doveva assicurare ai suoi numerosissimi pazienti sparsi per tutto il piano di Pisa.

I familiari degli ammalati venivano in genere a “segnare la visita” al mattino presto. Controllato l’elenco mio zio usciva con la 1100 Fiat per i casi più urgenti; poi, rientrato faceva ambulatorio fino al pomeriggio e a quel punto proseguiva il giro per gli altri ammalati. In questo secondo giro mi consentiva di accompagnarlo con mia grande soddisfazione.

Bene, adesso mi trovo nella stessa situazione. Infatti per i problemi legati all’epidemia non mi è consentito, come in precedenza, recarmi dagli ammalati “a sorpresa” ma devo essere “invitato” dai familiari o dall’ammalato stesso. Gli ammalati infatti appartenendo alla categoria dei “fragili”non possono esporsi a eventuali contagi che potrebbero rivelarsi fatali per la loro vita.

Mi sto impegnando al massimo per far capire queste disposizioni ai familiari ma non è facile modificare certe usanze forti di anni e anni di pratica.

Ma ieri, finalmente, ho ricevuto la prima chiamata. Una signora mi ha avvisato che la mamma anziana e ammalata desiderava vedermi: “Vorrei “segnare” una visita per mia madre, ammalata. Può venire?”

Sono partito a razzo! Green pass alla mano e mascherina sul naso mi sono presentato e ho potuto assolvere al mio dovere di sacerdote confessando e comunicando questa anziana sorella.

Affido questa novità alla vostra attenzione e soprattutto alla vostra sensibilità: se venite a sapere di qualche anziano/ammalato che desidera incontrarmi date un colpo di telefono e io arrivo!

Ci conto!

363. IN CAMMINO – Tornando sull’argomento…

Vi scrivevo ieri di una lettera mail spedita da una lettrice americana interessata ai problemi della nostra comunità dove abita la mamma.
Nella lettera, che allego, suggerisce alcune iniziative davvero interessanti che potrebbero senz’altro essere messe in atto da giovani e non a favore della comunità anziana.
” Mi chiedo se si potrebbe creare una rete di appoggio tecnologico-pedagogico per dare l’opportunità agli anziani (…) di sentirsi ancora utili e produttivi.
Giovani che visitano anziani a casa per insegnare come usare Netflix, Ray Play, PodCast per iscriversi a corsi o partecipare a gruppi di vario interesse;
accesso a reti virtuali per partecipare a corsi on line di vario genere.
E, ancora:
Iniziative come creare gruppi per riciclare plastica e creare borse per la spesa da donare a persone bisognose,  appoggio a famiglie con bambini e giovani handicappati, creare gruppi “virtuali” per raccontare storie ai bambini e registrare video,  creare iniziative con la biblioteca locale per gruppi intergenerazionali, partnership con centri sociali per coinvolgere anziani in attività di appoggio sociale. Corsi di Italiano per rifugiati e immigranti. Le possibilità sono infinite. Con tanti giovani con molto tempo libero a disposizione…quante idee e progetti potrebbero sorgere e propagarsi!
La parrocchia di Forte dei Marmi è una comunità attiva che si restringe d’inverno dopo le vacanze della mondanità. Molti parrocchiani si conoscono fra loro e hanno familiari che vivono in zona. Ma gli anziani (…) non ricevono mai visite e rimangono isolate tutto il tempo anche perché i forte-marmini non sono tanto propensi a fare nuove amicizie. Le restrizioni create dal Covid poi hanno solo peggiorato questa situazione”.
Come ho spiegato alla signora qualcosa, con un po’ di impegno, dovremmo riuscire a realizzare. Passo dunque anche a voi, cari lettori, il compito di studiare la questione per poi provare a mettere in atto qualche iniziativa sfruttando la “rete”.
Intanto faccio presente che ogni GIOVEDÌ alle ore 15.30 ci troviamo in chiesa per organizzare le visite di persona a domicilio. Ovviamente dietro invito (perché al momento non ci è consentito dalle regole sanitarie presentarci nelle abitazioni degli anziani/ammalati senza invito visto che sono i più vulnerabili) e con il greenpass.

362. IN CAMMINO – Ci scrivono dagli USA

Al momento non avevo capito chi fosse l’interlocutore americano. Poi ho capito e ho apprezzato moltissimo: si tratta infatti di una signora carissima che ama molto la nostra comunità cittadina e parrocchiale (in cui abita la propria mamma) e vorrebbe offrire il suo apporto tecnologico a favore di anziani e giovani sensibili ai problemi sociali.

Ho fatto presente la mia realtà di parroco alle prese con moltissimi problemi e necessità e quindi costretto, anche soltanto per l’ordinario, a fare salti mortali ma, ripensandoci, penso proprio che si potrebbe fare qualcosa in più coinvolgendo i più giovani.

In questo momento non ho idee perché l’attivazione del “cammino sinodale della Chiesa Italiana” – siamo appena agli inizi – reclama la massima attenzione visto che ne sono responsabile per la Versilia.In futuro vedremo: intanto però vi prego di pensarci anche voi.

Domani, a Dio piacendo, riporterò alcuni suggerimenti della nostra amica americana e vedremo il da farsi. In queste cose è necessario partire col piede giusto per evitare poi di fermarci per eccesso di impegni.

Adesso salgo in macchina per andare a far visita ai sacerdoti anziani degenti nelle case di riposo (Mezzana – Calci – Calcinaia). Poi, nel pomeriggio, dovrò pensare un po’ anche a me per esaminare le analisi di laboratorio, fissare l’appuntamento con il medico specialista ecc.

Comincio a essere anzianotto e “provvisto” degli acciacchi propri dell’età per cui devo provvedere anche a me stesso se voglio essere d’aiuto agli altri.

A domani.